lunedì 20 luglio 2009

Addio a Frank McCourt



C' è un istante, mentre leggi un libro avvincente, durante il quale le parole iniziano a scorrere lente e gli occhi si perdono in un'immagine rincorsa dagli stessi caratteri. C'è un attimo che, repentino ed inaspettato, ti conduce all'interno della storia che, fino a pochi istanti prima, stavi leggendo, ma che, ora, è diventata la tua storia. Da quel momento inizi a sentire freddo, soffrire, gioire nei panni di chi ti ha catturato.Questo hanno rappresentato per me i libri del Sig. McCourt, soprattutto "Le ceneri di Angela" per la cui scoperta devo molto alla mia amica Vale.Frank è stato una persona che ho conosciuto attraverso i suoi scritti, o forse non l'ho conosciuto affatto, ma oggi gli rendo omaggio perchè mi ha regalato il piacere e la pienezza che, solo i buoni libri, sanno donare.Credo fermamente che, le nostre capacità, siano doni del Signore, pertanto immagino che, l'alito della sua letteratura sia salito fino in Cielo.Arrivederci!


"[...] Il maestro dice che è una cosa meravigliosa morire per la fede e Papà dice che è una cosa meravigliosa morire per l'Irlanda e allora io mi domando se al mondo c'è qualcuno che ci vorrebbe vivi.I miei fratelli sono morti e mia sorella pure, ma chissà se sono morti per la fede o per l'Irlanda.[...]" (Le ceneri di Angela)
"[...] Prendemmo tè e panini e Phil tirò fuori una bottiglia di whiskey per dare inizio alle storie e alle canzoni, perché il giorno in cui seppellisci i tuoi morti non c'è nient'altro da fare.[...]" (Che paese, l'America!)